21 aprile 2010 - 18:27
Antonio Dipollina, se non si fosse capito, mi piace proprio. Qualche giorno fa (il 13 aprile) ha scritto su la Repubblica una bella critica, concisa e efficace, su White Collar. La copioncollo, che vale la pena leggere il pezzo senza tagliuzzarlo. Neal Caffrey, truffatore e gentiluomo a Manhattan, bello come il sole, irredimibile. O forse no, se gli si mette alle costole Peter Burke, il detective dell´Fbi che lo ha già arrestato. C´è da acchiappare un falsario internazionale, di quelli che sparano, l´Olandese. Il detective non ci arriva, servirebbero la fantasia e il genio del truffatore. Ecco che si forma...
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